Informazioni personali

La mia foto
Sotto uno strato di educazione e annesso scetticismo, appariva lo sguardo malinconico e vagante di un essere i cui pensieri scivolavano di continuo in un mondo alternativo e assai meno concreto. In maniera confusa e persino un po’ vergognosa, pareva intenta a cercare, nel turbinio di questo mondo, qualcosa che impregnasse di senso la sua piatta esistenza. E, forse per via dell’epoca in cui viveva, questo desiderio di autotrascendenza era giunto a identificarsi con l’idea della perfezione.

sabato 3 ottobre 2009



Ascolta in silenzio.. e solo allora sentirai davvero il mio dolore.
STO MALE.DAVVERO.

3 commenti:

  1. Sai qual è la cosa più difficile? Proprio il riuscire a comprendere.
    Perchè, se anche la gente ascolta, siamo noi le prime a stare zitte. E tutto il dolore che non riusciamo ad esprimere, lo riversiamo sul nostro corpo...
    Ma tu, Jenn, tu hai una voce... USALA!
    Grida il tuo solore, la tua rabbia, tutto quello che ti fa stare male... gridalo forte e chiaro... Gridalo agli altri, ma soprattutto a te stessa... E poi datti il diritto di prenderti tutto ciò di cui hai bisogno: tutte le cure e l'affetto di cui necessiti... perchè è solo così che si cura il dolore: con l'amore delle persone che ci vogliono bene...

    RispondiElimina
  2. no.. il mio corpo non centra questo giro..
    il punto è ke se usassi davvero la voce provocherei una reazione a catena che non puoi nemmeno immaginare.. ma alla fine, non conoscendo la situazione, capisco che qst è l'unico consiglio che puoi darmi.. e ti ringrazio!

    RispondiElimina
  3. Anche se mi urli in faccia la tua rabbia e il tuo dolore. La tua oppressione, la tua angoscia, la tua paura io ci sarò. Non me ne andrò. Mai.
    Sono sempre a un messaggio da te.

    RispondiElimina